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SIAE, verso la fine del monopolio

Non hanno resistito i tabacchi. Non ce l’hanno fatta le Poste come le potenti telecomunicazioni, l’energia e persino il sale. Adesso è la volta della SIAE, a un passo dallo scioglimento del suo monopolio che ha permesso alla società di mantenere in forma esclusiva l’attività di intermediario sul diritto d’autore per quasi 130 anni.

Entro il 10 aprile dell’anno in corso, l’Italia avrebbe dovuto recepire la Direttiva 2014/26/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio nella quale si invitano gli stati membri ad autorizzare l’apertura alla libertà di scelta per i titolari dei diritti d’autore ad affidare la tutela delle proprie opere anche ad altri organi di gestione collettiva. Ciò non è avvenuto perché il Ministro Dario Franceschini ha pensato bene di tutelare gli interessi di una società che, come noto, non naviga in acque chete: le criticità variano dalla modalità di gestione dei diritti d’autore, ai bilanci in rosso; dalle iniquità sulle ripartizioni, alla mancanza di trasparenza.

Per superare i gap della società, come unica strada perseguibile per il Ministro, la Riforma SIAE: con tutta la buona volontà e con grande impegno nell’esercizio di fantasia, riformare la Società Italiana Autori ed Editori può essere utile esclusivamente alla stessa società e a quei pochi che riescono a godere dei benefici ad essa connessi, ma di certo non risponde alle richieste dell’UE che indirizza l’apertura ad altre piattaforme, e tanto meno non sventa il rischio di incorrere a sanzione visto il mancato recepimento della Direttiva Barnier entro i termini stabiliti.

Nonostante le numerose audizioni e i diversi interventi parlamentari, solamente l’interpellanza depositata il 28 aprile dalla sen. Serenella Fucksia, sottoscritta da ben 64 senatori di diverse formazioni, e presentata in conferenza stampa il 12 maggio, è riuscita a sollecitare l’attenzione e il reale interessamento sulla questione, e non solo della classe politica.

debora TG2

L’Antitrus, per esempio, nel suo parere ha sottolineato che il mancato recepimento viola la libertà di scelta da parte dei titolari dei diritti d’autore degli intermediari di gestione di tali diritti poiché vengono rimandati alla Società Italiana Autori ed Editori che detiene nel nostro Paese l’esclusiva.

Con maggiore presa di coscienza, dunque, il 22 giugno la Commissione Politica europea del Senato ha approvato un ordine del giorno presentato dal senatore Pietro Ichino che impegna il governo a intervenire “nella direzione dell’apertura dell’attività di intermediazione ad altri organismi di gestione collettiva, vale a dire le società concorrenti della Siae, in seno al DDL 2342 “Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l’attuazione di altri atti dell’Unione europea – Legge di delegazione europea 2015”, e più specificatamente all’articolo 20.

Liberalizzare la tutela dei diritti d’autore non si riduce a essere unicamente la possibilità di scegliere altri organi di gestione, ma di fatto potrebbe rappresentare la misura che andrebbe a segnare l’inizio di una nuova stagione per la produzione discografica nazionale in favore della musica che realmente conta, quella lontana dagli stereotipi commerciali sempre più spesso legati al business dei talent show, delle major e delle etichette pseudo-indipendenti. Certo, sarebbe necessario poi implementare ulteriori iniziative per incentivare le live performance sul territorio nazionale tutelando i professionisti e gli addetti ai lavori spesso soppiantati da chi svolge in modo amatoriale e a basso costo le stesse attività di qualità certamente inferiore. E in questa direzione ha annunciato di muoversi l’On. Walter Rizzetto, vicepresidente Commissione Lavoro alla Camera dei Deputati.

Solamente nell’ottica di questi auspicati interventi sarà possibile tornare ad alzare il livello qualitativo della produzione musicale nazionale e avviare una programmazione strategica per incentivare anche il settore turistico musicale, affidando un importante ruolo alle realtà artistiche autoprodotte e indipendenti presenti sul territorio nazionale che, ad oggi, non riescono ad emergere opportunamente e come meriterebbero.



Speaker radiofonica, blogger, ghostwriter, social media strategist, attivista