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Pif: Non mi voglio candidare, l’artista deve fare l’artista

Pierfrancesco Diliberto, Pif, a Catania per la proiezione del film “La mafia uccide solo d’estate”, incontro organizzato dal Coordinamento provinciale catanese di Libera, si lascia sfuggire qualche commento sullo status quo Siciliano.

«La responsabilità della Sicilia è di noi siciliani. Totò Cuffaro viene condannato e dicono che ha accettato la sua sentenza andando in carcere con tanta dignità. Il fatto che abbia aiutato un collaboratore della mafia passa in secondo piano, esce dal carcere e lo ritroviamo a trafficare con la politica nuovamente. Impossibile che venga accettato. È il paese della  religione cattolica per cui alla fine sono tutti innocenti?» Totò Cuffaro, definito anche regista di una parte politica delle prossime elezioni regionali, avrebbe dovuto mettersi da parte secondo Pierfrancesco Diliberto.

Per quanto riguarda Crocetta, Pif non ha mai nascosto la sua avversione per l’amministrazione dell’attuale governatore siciliano “Critico crocetta dal punto di vista amministrativo, pratico. Non credo però sia un deliquente ma ormai abbiamo gli strumenti per capire se uno fa politica bene o male».

Cosa ne pensa dell’antimafia? «Tutti siamo, o dovremmo essere, antimafia smettiamola di etichettare». Pif sembra avere un’idea politica ben chiara e forse anche una preferenza ma non la espone per paura che la sua lotta condotta a favore dei disabili venga strumentalizzata, da allora è il popolo a chiedergli a gran voce di candidarsi lui «Escludo completamente una cosa del genere, l’artista vuole sentirsi dire quanto sei bravo e bello e quindi deve fare solo l’artista. Il politico è come un arbitro: anche il migliore al mondo, in una partita di 90 minuti, se lo prende un vaffanculo. Un artista non lo accetterebbe»



Fabiola Foti

Mantide religiosa la sua presenza preannuncia la carestia… 14 anni di giornalismo, ma ci tiene a precisare che è molto giovane. Fuma come il comignolo di una ciminiera eppur si vanta di non puzzare ma di odorare di Arancio Amaro. Porta la mini (perché pensa di avere delle belle gambe) anche quando inforca il suo ipad ed insegue un intervistato. È l’incubo di almeno due presidenti della regione siciliana eppure i gossip le affibbiano una insana passione per uno di essi che lei non smentisce. Una penna sulla destra ed un biberon sulla sinistra; digita sulla tastiera e cerca di cambiar pannolini (l’impresa non sempre le riesce bene). Ama la satira, monta video da gran maestro e a furia di schezarci sopra si è beccata almeno 10 querele e 3 rinvii a giudizio. Ai suoi lettori chiede, qualora finisse in carcere, di portarle sigarette, sushi e sangele. Laureata in scienze giuridiche ha presentato una tesi in diritto ecclesiastico sui pax ed il suo relatore per protesta ha preferito non presentarsi alla discussione.