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W il giuoco del pallone

Quanto mi spiace per voi signori imbellettati che stizzosi orpellanti disprezzate il giuoco del pallone. Non sapete cosa vi perdete, a sentir cantare l’ inno di isole perse tra ghiacci e vulcani, o l’emozione di un gol di un emigrato italiano in terra di Albione.

Mi spiace per voi che non vi siete mai visti una partita di calcio con i vostri bambini, a parlare di pallone e di bandiere e geografia. Che da bambini non avete mai tirato un calcio a un pallone.

Siete intellettuali da cruciverba facilitato che non avete mai letto Soriano, Delibes, Brera, Camus, Pasolini o ascoltato Minà ( e chissà quanti me ne scordo).

Siete comunisti da trattoria con tovaglie di carta e vino in cartoni rimesso in caraffe che non conoscete eroi dell’ Urss come Blokin e Yascin, o come il mitico colonnello Lobanosky.

Siete quelli che con perenni paresi emotive ignoravate Bud Spencer emblema di quel sorriso facile, troppo ingombrante nelle vostre menti piene di ampolle vuote.

Mi spiace per voi che in fondo non siete mai stati bambini.