Un'immagine del nuovo naufragio avvenuto nel Canale di Sicilia e la Marina Militare precisa che sono cinque e non sette, come in un primo momento era stato comunicato, i morti recuperati a bordo di un barcone carico di oltre 500 migranti che si è capovolto a circa venti miglia al largo delle coste libiche. Roma, 25 maggio 2016. ANSA/ UFFICIO STAMPA MARINA MILITARE +++ ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING +++

Soccorso migranti nel canale di Sicilia: la procura apre inchiesta

Catania – La Procura di Catania ha aperto un’inchiesta conoscitiva sugli interventi in mare per soccorrere migranti da parte di Ong nel Canale di Sicilia.

Lo scrive Repubblica citando il procuratore Carmelo Zuccaro che al quotidiano spiega: “vogliamo capire chi c’è dietro tutte queste organizzazioni umanitarie che sono proliferate in questi ultimi anni, da dove vengono tutti questi soldi che hanno a disposizione e soprattutto che gioco fanno”.

Per questo, aggiunge, “insieme a Frontex e alla Marina militare stiamo cercando di monitorare queste Ogn che hanno dimostrato di avere una grande disponibilità finanziaria”.

“E’ ovvio – sottolinea Zuccaro – che non mettiamo in discussione organizzazioni umanitarie di chiara fama”. Secondo un rapporto di Frontex all’Ue ai migranti “verrebbero date chiare istruzioni prima della partenza sulla direzione da seguire per raggiungere le imbarcazioni Ong”, le cui navi spesso si spingerebbero vicino la costa libica come dei ‘taxi’, ipotizzando presunti “contatti con scafisti”.

Ansa



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