Brucola assapora delle ostriche

Lo strano caso del signor Bruccola, candidato sindaco di Catania

Segnatevi questo nome: Salvatore Bruccola. Dio ce ne scansi, potrebbe essere il prossimo sindaco di Catania. Dico potrebbe perché, per fortuna, le probabilità che lo diventi sono pari a quelle che ho io di diventare il centravanti del Catania. Salvatore (detto Salvo) Bruccola è, ufficialmente, il primo candidato sindaco di Catania. Così, almeno, ce lo presenta “Live Sicilia” del 13 luglio.

Da LiveSicilia

Da LiveSicilia

Di Salvo Bruccola, tuttavia, non si sa niente. Zero totale. E’ spuntato dal nulla, come quel personaggio di John Le Carrè. Le ricerche di google rimandano a due distinti profili Facebook (uno in cui il primo post pubblico è del 13 settembre e un altro in cui il primo post è di tre giorni dopo, il 16 settembre 2016). Poi c’è un profilo Linkedin: ma è di un tale Salvatore Bruccola dall’Irlanda. E infine un account google + alquanto inanimato. Su Wikipedia la voce più affine che troviamo è “brugola”, che è una chiave a sezione esagonale per viti che prende il nome dall’inventore Egidio Brugola.

La brugola

La brugola

Di Bruccola, Salvo Bruccola, però, nemmeno l’ombra, se non l’articolo sbrigativo di LiveSicilia. Cos’è? Uno scherzo alla Orson Welles? Un fake alla La Vardera? Purtroppo no. E’ tutto vero. Ripercorrendo a ritroso il suo profilo Facebook e la fanpage “istituzionale”, ricaviamo però due o tre informazioni preziose: la prima è che Bruccola esiste davvero e si manifesta via diretta su Facebook. La seconda è che Bruccola è “un imprenditore con la passione per il bel canto” e pare ami Claudio Baglioni e Umberto Balsamo. Ebbene sì, Umberto Balsamo, quello di “Sciolgo le trecce ai cavalli”. La terza è che Bruccola avrebbe a che fare con una bigiotteria a San Giovanni La Punta.

 

bigiotteria

E qui arriva il colpo di genio. Il nostro imprenditore con la passione per il bel canto – tenetevi forte – è palermitano con l’accento milanese. Milanese come quell’altro di Arcore, il Berlusconi dei tempi che furono con cui vanta almeno uno scatto, per quanto sfocato. Bruccola sembra uscito da “Goodbye Lenin”. Pardon da “Goodbye Silvio”. Sembra essersi risvegliato dopo 20 anni, catapultato in un tempo che non è il suo, senza che nessuno si sia preso la briga di avvertirlo che Giorgio Mastrota non vende più materassi su Canale 5 e che tra Boldi e De Sica è tutto finito.

 

Brucola con Berlusconi

Brucola con Berlusconi

Lo slogan di battaglia di Bruccola  attinge addirittura dagli anni ’80: “Milano sarà la Catania del Nord”. Manca solo “Drive in” e l’amaro Ramazzotti ed è subito “Milano da bere”. Due anni e mezzo fa Brucola è inspiegabilmente arrivato a Catania da Milano, ed è rimasto talmente colpito – “la amo più dei catanesi”, va ripetendo lui – che ha deciso di rimanere. Qui ha maturato la consapevolezza che il suo destino era quello di cambiare la città. Non si capisce perché proprio Catania e non, che so io, Matera o Pistoia. Ma così è…

Brucola assapora delle ostriche

Brucola assapora delle ostriche

Bruccola, intervistato alla Pescheria proclama: “Pescheria meravigliosa, non ero mai stato, è caratteristica”. In due anni è mezzo mai stato alla Pescheria. Però è caratteristica. Ambè! Bruccola, quando si congeda, non dice arrivederci ma “ci vediamo tra un giro di Rolex”. Il suo programma politico è concreto ed essenziale: per Bruccola “bastano quattro manovali” per sistemare Catania. Qualche colpo di manicola e due cantarelle di azolo ed è fatta. E c’è di più. Bruccola fa dirette Facebook dalla cucina di casa e mentre prepara gli scampi se ne esce con un colpo da maestro: “Vi invito tutti a cena casa mia. Siete tutti miei ospiti”. Scampi e ostriche per tutti. Però non oggi ma tra un giro di Rolex. Ma quanto è umano lei, signor Bruccola.

Video Bruccola alla Pescheria

In una di queste dirette il candidato sindaco polemizza con Orazio Licandro che in un post su Facebook lo aveva sfottuto. Bruccola va subito in diretta. Piglio alla Briatore e occhiali semoventi. Si rivolge a Licandro chiamandolo O.L. (le sue iniziali), commenta a braccio, sembra nervoso, definisce Licandro il classico professorone con due libri sotto il braccio e l’ombrellino da mare ma senza mai accennare alla sua carica di assessore, forse nemmeno sapendo che lo sia. E poi “blasta” uno per uno chiunque abbia commentato il post di Licandro. Ad un certo punto, nel pieno della diretta, suona un clacson sotto casa di Bruccola. Il candidato non si scompone, si scusa con gli spettatori per quest’incursione imprevista e subito promette che quando diventerà sindaco sistemerà anche il problema del clacson. Se non mi credete andate a vedere.

Video Bruccola contro Licandro

Bruccola, nelle sue dirette, è accompagnato da una spalla fuori campo. Si tratta dell’avvocato e talent scout Giuseppe Lipera. Lipera è l’ispiratore della candidatura Bruccola come ammette più volte lo stesso candidato. Lipera, per intenderci, è quello che alle ultime comunali a Catania candidò Tuccio D’Urso. Ricordate? il candidato sindaco col caschetto, Un esito disperato e disperante. Per gli appassionati del genere, di Peppino Lipera e Tuccio D’Urso esiste traccia su YouTube di alcuni indimenticabili comizi.

Tuccio D'Urso, il candidato col caschetto

Tuccio D’Urso, il candidato col caschetto

 

Uno spettro si aggira per Catania…