Stadio-Via-Del-Mare-Lecce

Lecce-Catania 1-0. Harakiri rossazzurro, etnei fuori dalla zona play-off

LECCE-CATANIA 1-0

MARCATORI: 51′ Costa Ferreira

LECCE (4-3-3): Perucchini; Ciancio, Giosa, Cosenza, Agostinone; Costa Ferreira, Tsonev (dal 91′ Maimone), Fiordilino; Pacilli, Caturano (dal 72′ Marconi), Doumbia (dal 64′ Lepore). A disp. Bieve, Chironi, Vitofrancesco, Monaco, Mancosu, Arrigoni, Mengoli. All. Padalino

CATANIA (3-4-2-1): Pisseri; Gil, Bergamelli, Marchese; Parisi, Bucolo (dal 60′ Fornito), Biagianti, Djordjevic (dal 76′ Scoppa); Di Grazia (dal 76′ Tavares), Mazzarani; Pozzebon. A disp. Martinez, Manneh, Mbodj, Barisic, Russotto. All. Pulvirenti

ARBITRO: Paolini della sezione di Ascoli Piceno.

AMMONITI: Fiordilino, Bucolo, Biagianti, Scoppa, Mazzarani


CRONACA DELLA GARA

Il Catania esce sconfitto dallo stadio Via Del Mare di Lecce per 1-0 rimediando la settima sconfitta stagionale, la quinta lontana dal Massimino. A decidere il match il gol dalla distanza di Costa Ferreira al minuto 51.

Prima sulla panchina degli etnei per mister Pulvirenti, dopo le dimissioni di Petrone, che opta per un 3-4-2-1.

Partono bene i padroni di casa che si presentano per ben due volte dalle parti di Pisseri con Fiordilino e Pacilli ma la retroguardia rossazzurra si difende con ordine cercando di colpire in contropiede i salentini.  Mazzarani con un pallonetto prima e una tiro da fuori che termina alta sopra la traversa prova a sorprendere invano Perucchini.

Strepitoso come sempre Pisseri in più di un’occasione, al 30′ la botta dai 35 metri di Cosenza indirizzata al sette viene deviata in angolo dall’estremo difensore etneo.

Al 39′ Pozzebon vede uno spiraglio e prova dal limite il destro a giro, palla che si perde di poco alta sulla traversa.

Poco prima del riposo Pisseri si salva in corner su Fiordilino.

Nella ripresa i giallorossi trovano subito il vantaggio al 51′, pasticcio sulla trequarti con Di Grazia, Bucolo e Biagianti che consegnano la palla sui piedi di Costa Ferrerira che trova il jolly della domenica con un preciso sinistro dai 25 metri.

Il Catania prova subito a rimettere la partita in parità con  Mazzarani che lanciato verso la porta avversaria invece di servire l’accorrente Pozzebon spreca con un pessimo diagonale che si spegne sul fondo.

Al 63′ il Lecce potrebbe raddoppiare con Caturano che solo davanti a Pisseri spedisce in scivolata alto sulla traversa. Pulvirenti prova il tutto per tutto inserendo Scoppa e Tavares ma il Catania complice una condizione fisica davvero precaria si spegne. Il Lecce non soffre e conquista tre punti fondamentali per la promozione diretta.

Il Catania con questa sconfitta viene scavalcato dalla Casertana al decimo posto, l’ultimo disponibile per accedere ai play-off. In questo momento i rossazzurri sarebbero fuori dagli spareggi promozione.

L’ANALISI

Dopo una settimana travagliata caratterizzata dalle dimissioni di Petrone dopo appena 23 giorni dal suo insediamento sulla panchina etnea di certo non ci si poteva attendere tantissimo dalla trasferta in casa della capolista del girone. Sconfitta meritata per quanto visto in campo, il Catania non ha mai impensierito Perrucchini nel corso dei 90 minuti, soltanto due i tiri nello specchio della porta al cospetto di tante occasioni sventate dall’ottimo Pisseri, senza il quale il risultato avrebbe potuto assumere proporzioni diverse, sono davvero pochi per giustificare le dichiarazioni di fine gara di Di Grazia e Pozzebon secondo i quali il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto.

Il Catania, a 9 giornate dalla fine del torneo, è a un bivio: continuare con Pulvirenti lanciando nella mischia qualche giovane interessante e lasciare riposare qualche senatore oppure trovare un allenatore disposto a condurre una squadra in caduta libera per le restanti giornate.

L’unico chiamato a prendere la situazione in mano è Pietro Lo Monaco, qualunque tecnico sieda in panchina se questa squadra manterrà questo impianto caratteriale e di gioco  e la scarsa personalità palesata nel corso della stagione i playoff sarebbe soltanto una chimera e bisognerà soltanto cercare di ottenere quanto prima la salvezza.

D’altro canto disputare eventuali playoff in queste condizioni equivale a non prenderne parte, perchè allora non puntare sulla sfrontatezza di 2-3 talenti della primavera e vedere che succede.

Le dimissioni di un tecnico dopo 23 giorni, seppur non polemiche, vorranno dire pur qualcosa.