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Ex M5S presentano emendamento per trasparenza partiti

“La democrazia richiede impegno, scelte e posizioni consapevoli”, è l’idea portata avanti con forza da Debora Borgese, ex attivista M5S, espulsa e diffidata dai legali di Beppe Grillo nel 2014 perché voce critica, durante presentazione dell’emendamento a integrazione della Legge sui Partiti, affinché i partiti politici siano dotati di uno statuto conforme all’art. 49 della Costituzione e al D.lgs. 149/2013 per concorrere alle elezioni nazionali in tutta trasparenza. L’emendamento è stato presentato dal sen. Fabrizio Bocchino (SI) e supportato da 12 senatori ex M5S confluiti in diverse formazioni: Fabiola Anitori, Lorenzo Battista, Alessandra Bencini, Laura Bignami, Fabrizio Bocchino, Paola De Pin, Serenella Fucksia, Adele Gambaro, Francesco Molinari, Maria Mussini, Luis Alberto Orellana, Maurizio Romani, Ivana Simeoni.

“Al M5S dobbiamo riconoscere un merito: essere riuscito a riavvicinare i cittadini alla vita politica del Paese” – ha affermato l’ex attivista – “ma l’acclamata onestà, trasparenza, democrazia dal basso e la logica dell’uno vale uno sono andate perse in favore di un processo di selezione anonima della classe dirigente, determinata più dai legami di parentela e di amicizia che per meritocrazia, impegno e attivismo.” Secondo l’ex attivista, gioco forza di questo modus operandi è determinato principalmente dalla struttura stessa del Movimento che presenta diverse e profonde anomalie, riscontrate anche a seguito della sentenza degli attivisti espulsi e reintegrati a Napoli come per il Caso Genova.

Nell’isola, le contraddizioni e probabilmente le illiceità più eclatanti si riscontrano con l’Associazione M5S Sicilia, costituita l’11 settembre 2012 da Giancarlo Cancelleri per la presentazione della lista alle scorse elezioni regionali. Costituzione precedente rispetto l’associazione madre, avvenuta il 18 dicembre dello stesso anno. Associazioni di cui la maggior parte degli attivisti sono totalmente ignari. “Si conoscono infatti i fondatori e non gli associati, e non vengono neppure pubblicati i registri di bilancio”, ha ribadito la Borgese.“Nei giorni scorsi abbiamo addirittura appreso dell’esistenza dell’Associazione M5S di Caltanissetta che pare abbia donato ben 14000 euro alla Fondazione Rousseau. Fondi di cui non ci è dato sapere dove siano stati attinti.” E chiosa: “È possibile riscontrare diverse irregolarità, anzitutto rispetto la Legge Anselmi che vieta le cosiddette “associazioni segrete” di cui non si conoscono i soci (perciò gli iscritti) e le finalità, che ricordiamo per avere sciolto la P2”. Questo discorso vale tanto per l’associazione nazionale, quanto per l’associazione regionale siciliana e nissena, dal momento in cui gli iscritti al M5S in realtà sono iscritti a Rousseau, perciò alla Fondazione di Davide Casaleggio e non nel registro degli iscritti delle associazioni di partito.

“Vorrei proporre di affidare la gestione delle primarie con votazione on line non più ai siti dei singoli partiti o movimenti, ma di registrare le liste e votarle direttamente sul sito del Ministero dell’Interno nella speranza che questo contribuisca anche a un ricambio delle candidature e aiuti a far spazio ai giovani”, ha concluso Debora Borgese.

“Presentiamo questo emendamento” – ha ribadito il sen. Fabrizio Bocchino – “anche alla luce della nostra esperienza di ex M5S, perché crediamo che un partito che non persegua il principio di democrazia interna tramite uno statuto redatto in forma di atto pubblico rappresenti un pericolo per la partecipazione attiva dei cittadini alla politica, si presti a derive del leader di turno e non soddisfi l’articolo 49 della Costituzione. E dunque non debba partecipare alle elezioni politiche nazionali”.



Redazione

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