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Cipolline e Caliceddi sul menù di chef Piazza per Roberto Alajmo

16729409_728573843988295_7752505521587996182_nLa grande cucina ispirata dall’opera letteraria. Questo il punto di forza de“L’autore per cena” l’evento by Four Points Sheraton Catania Hotel che ritorna per l’edizione 2017 giovedì 16 febbraio con Roberto Alajmo e il suo “Carne mia“.

In anteprima scopriamo il menù dello chef Saverio Piazza che anche per questo appuntamento elabora un progetto culinario che racconta il libro e la personalità dell’autore. La tradizione al centro, il ritorno ai sapori antichi ma soprattutto la cucina fatta bene e senza mezze misure.

“Carne Mia” narra le vicende di una famiglia che campa grazie a una bancarella abusiva di frutta e verdura. All’apparenza patriarcale nella sostanza è una famiglia matriarcale. Una storia dura al centro ambientata negli anni Novanta al Borgo, il quartiere popolare di Palermo. E dalla forza dei tratti narrati dal libro trae spunto la cena proposta da Saverio Piazza, uno “chef ortodosso”.

«Abbiamo sperimentato tutto quello che c’era da sperimentare, adesso è venuto il momento di tornare alle radici» racconta lo chef «abbiamo perso i sapori di un tempo e la manualità nel fare dei piatti che appartenevano alla nostra tradizione culturale».

Roberto Alajmo, palermitano, confida a Saverio Piazza la sua grande passione per le cipolline, una ricetta tipica della cucina catanese «ma quasi nessuno sa più farla – sbotta solo come può fare uno chef intransigente – ebbene faremo assaggiare allo scrittore la cipollina antica, quella buona che mangiavano fino a 40 anni fa, quando si stava attenti alla cottura e si teneva presente che di 4 mezze sfoglie all’apice bisognava ottenerne una sola unica». Roberto Alajmo fin dal pomeriggio sarà nelle cucine del Four Points per assistere alla preparazione.

Insieme al risotto al finocchietto, un must della cucina Piazza, ci saranno piccole panelle, per rendere omaggio alla città dello scrittore e alla sua cucina «Palermo è legata alle sue tradizioni culinarie, riescono a produrre piatti esattamente come venivano fatti 200 anni fà – dice Piazza – per esempio i cannoli con un’ottima ricotta aricchita da tanto zucchero proprio come si faceva nel passato per conservarli più a lungo in ghiacciaia».

Boccone di manzo “aggrassato” caliceddi e sinàpi per secondo, ancora forte ricorre una ricetta tipica catanese «mi cimento con piacere cu un pezzo di carne grande preparato come si facevano le mamme e le nonne la domenica, e poi le verdure nostre, fresche.» Lo chef ci tiene ad esaltare le materie prime tipiche e a km zero, l’olio usato sarà l’EVO bio del feudo Vagliasindi. Si chude con la mattonella gelato “Misto Umberto”.

I vini delle Cantine Cottanera dei fratelli Cambria saranno il punto d’incontro tra Palermo e Catania.

«Un altro appuntamento che vuole raccontare storie, anche dure, attraverso parole, immagini, suoni e sapori, con una sorta di leggerezza, quindi, che fa conoscere luoghi e mondi diversi» commenta esplosiva, come sempre, la madre della rassegna Ornella Laneri.



Fabiola Foti

Mantide religiosa la sua presenza preannuncia la carestia… 14 anni di giornalismo, ma ci tiene a precisare che è molto giovane. Fuma come il comignolo di una ciminiera eppur si vanta di non puzzare ma di odorare di Arancio Amaro. Porta la mini (perché pensa di avere delle belle gambe) anche quando inforca il suo ipad ed insegue un intervistato. È l’incubo di almeno due presidenti della regione siciliana eppure i gossip le affibbiano una insana passione per uno di essi che lei non smentisce. Una penna sulla destra ed un biberon sulla sinistra; digita sulla tastiera e cerca di cambiar pannolini (l’impresa non sempre le riesce bene). Ama la satira, monta video da gran maestro e a furia di schezarci sopra si è beccata almeno 10 querele e 3 rinvii a giudizio. Ai suoi lettori chiede, qualora finisse in carcere, di portarle sigarette, sushi e sangele. Laureata in scienze giuridiche ha presentato una tesi in diritto ecclesiastico sui pax ed il suo relatore per protesta ha preferito non presentarsi alla discussione.